F.A.Q.

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I prodotti BeC sono testati su animali?

Non eseguiamo test su animali per i nostri prodotti nè commissioniamo tali test ai nostri fornitori. La BeC garantisce la sicurezza d’uso e l’efficacia dei prodotti BeC attraverso test effettuati esclusivamente su volontari umani, sani ed informati sulle caratteristiche del prodotto e del test da eseguire; inoltre vengono effettuati controlli chimici sulle materie prime prima del loro uso in una formulazione e controlli, sia chimici che microbiologici, sul prodotto finito prima dell’immissione sul mercato.

La legislazione attuale vieta la sperimentazione su animali per i prodotti cosmetici o i loro ingredienti, laddove esistano metodi alternativi, validati da specifiche Commissioni, in grado ci offrire al consumatore un grado di protezione equivalente.

Prima che tali metodi fossero disponibili, tuttavia, molte materie prime per cosmetici sono state testate su animali dallo stesso produttore della materia prima, per garantire la sua sicurezza d’uso. BeC è impegnata ad evitare per quanto possibile l’uso di queste materie prime. L’attenzione che BeC rivolge nel rispetto per gli animali e nel contrastare in tutti i modi la sperimentazione animale è testimoniata dalla sua adesione al marchio Qualità Vegetariana®

Per saperne di più, visitate il sito di Qualità Vegetariana®

I prodotti BeC contengono Nickel?

Il Nickel è considerato il maggiore responsabile delle allergie da contatto (dermatiti allergiche) e per tale motivo sui prodotti BeC vengono regolarmente effettuate analisi per escluderne la presenza e garantire la massima sicurezza a tutti i consumatori, soprattutto quelli che manifestano allergia a questo metallo, che potrebbe essere presente come impurità o residuo.

Tali analisi, effettuate con una strumentazione sofisticata (Spettroscopia di Assorbimento Atomico), hanno evidenziato che in tutti i prodotti BeC la concentrazione di Nickel risulta così bassa da non poter essere determinata e comunque al di sotto di 1mg/Kg (0,001 grammi di Nichel per Kg di prodotto), che viene considerato un valore di sicurezza anche per chi ha manifestato specifiche reazioni allergiche a questo metallo.

Pertanto tutti i prodotti BeC possono essere utilizzati con sicurezza da tutti i consumatori, anche quelli allergici al nickel.

Di cosa sono fatte le capsule utilizzate negli integratori BeC?

Le capsule utilizzate come involucro in prodotti dietetici, farmaceutici o erboristici normalmente sono fatte di gelatina, sostanza che può essere ottenuta da diverse fonti, di cui la più comune ed economica è quella animale. Pelli ed ossa di animali sono ricche di collagene, proteina solubile in acqua da cui si ricava, con particolari tecnologie, la gelatina, sostanza senza gusto né odore, che viene utilizzata in maniera diffusa nei cibi, come ad esempio dessert gelatinosi, panetteria, carni, gelati, latticini per la capacità di addensare, gelificare, ridurre l’umidità, etc.

La gelatina inoltre è presente in preparazioni farmaceutiche e cosmetiche. Le capsule utilizzate negli integratori BeC però sono costituite di idrossi propil metil cellulosa (HPMC), una sostanza di origine vegetale, che è ricavata da polpa di legno di pino e da fibra di cotone e che non contiene componenti di origine animale.

Rispetto alle capsule di gelatina, quelle vegetali sono un po’ più opache, ma sempre trasparenti, sono più delicate e costose, ma garantiscono una minore reattività con i composti all’interno e una maggiore stabilità di quei principi attivi che sono molto sensibili all'acqua.

Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che il rilascio dei principi attivi della capsula nello stomaco è uguale tra la gelatina vegetale (HPMC) e la gelatina tradizionale animale. Infine sono adatte anche a diete vegetariane o accettate anche da chi, per motivi religiosi, non può consumare alimenti di origine animale: queste capsule sono infatti approvate dalla Vegetarian Society e sono provviste di certificato Kosher.

Come scegliere il corretto fattore di protezione solare?

Il fattore di protezione solare (SPF) è un valore numerico che rappresenta il rapporto fra la minima dose eritematosa di radiazione solare, su un soggetto, misurata in presenza e assenza della protezione solare. Più il numero è grande più alta è la protezione offerta. Nella scala di misura COLIPA (Europea) i valori di SPF vanno da 6 (basso) a 50+ (massimo). Poiché esiste una variabilità di risposta tra individuo ed individuo, per convenzione si divide la scala di misura in intervalli (6-9.9; 10-14.9; 15-19.9 … 30-39.9, 40-49.9, 50-59.9 e > 60).

Dopo aver eseguito la determinazione del SPF di ciascun prodotto, si indica sulla confezione il valore minimo dell’intervallo in cui cade la misura. Quindi un prodotto indicato con SPF 6 può avere protezione da 6 a 9.9, un prodotto con SPF50 può avere protezione da 50 a 59.9, mentre se la protezione è superiore a 60 lo si indica con 50+.

Il valore di SPF misura principalmente la protezione UVB, mentre la protezione UVA, se presente, è indicata da un apposito simbolo. La scelta del SPF giusto dipende da molti fattori, quali la sensibilità di ciascun individuo al sole (fototipo), l’intensità della radiazione (latitudine, ora del giorno, nuvole, potere riflettente dell’ambiente es. neve, sabbia), il risultato desiderato (abbronzatura graduale o rapida) e si basa sulla precedente esperienza di ciascun individuo alle diverse condizioni climatiche e ambientali.

Il semplice schema grafico qui a fianco, chiamato normogramma, può facilitare la scelta del fattore di protezione più adatto alle varie necessità e condizioni. Ad esempio: se una persona con sensibilità molto elevata alle radiazioni UV si trova in condizioni di esposizione estrema (es. in una zona equatoriale) necessita di un fattore di protezione 50+, mentre nelle zone mediterranee, con esposizione moderata è sufficiente un SPF 15.

SCEGLI IL TUO FATTORE DI PROTEZIONE

La retta incrocia anche la casella del SPF 30 indicando una scelta per il soggetto che potrà valutare quale protezione è adatta alle sue esigenze:

SPF 30 per maggiore protezione o SPF 15 per abbronzatura più rapida. Si consiglia sempre un SPF più alto per le prime esposizioni. Al contrario su pelli già abbronzate può essere sufficiente una protezione inferiore a quella indicata dal normogramma. Ad esempio, l’olio abbronzante Huile SolÈ® può fornire tutto ciò di cui la pelle ha bisogno per un’abbronzatura intensa e sana, senza i rischi del foto-invecchiamento.

Preparare la pelle dentro e fuori

Per preparare la pelle al sole ed ottenere il massimo beneficio in sicurezza, è consigliabile anche nutrirla da dentro con specifici integratori alimentari, che non sostituiscono la crema solare, ma apportano all’organismo i principi nutritivi utili a mantenere un buono stato di salute, proteggendo la pelle da dentro, oltre che da fuori.

Radical Stop® è un integratore a base di vitamine ed estratti vegetali antiossidanti che rinforza le difese cutanee nei confronti del foto-invecchiamento, preservando la cute da eritemi, macchie scure e rughe. Contemporaneamente prepara la pelle a una pigmentazione omogenea, intensa e prolungata nel tempo. Radical Stop® va assunto già un mese prima delle vacanze e per tutta la durata dell’esposizione.

Cosa sono i parabeni e che funzione svolgono in un prodotto?

I parabeni, sostanze comunemente presenti nel regno vegetale (ad esempio in orzo, fragole, ribes nero, pesche, carote, cipolle, cacao …. ), sono conservanti ad azione antisettica utilizzati per garantire la conservazione del prodotto nel tempo. Sono presenti nella quasi totalità dei cosmetici disponibili sul mercato (creme, make-up, paste dentifrice, lozioni da barba, saponi, creme solari e depilatorie, ecc.) e possono essere individuate nelle etichette dei prodotti cosmetici con i nomi di Methylparaben, Butylparaben, Ethylparaben, Propylparaben.

Le stesse sostanze sono presenti anche in molti alimenti, sui quali sono indicate con le sigle E 214, E 216, E 217, E 218, E 219 e in prodotti farmaceutici, indicati in etichetta con il loro nome chimico. Sono considerati i conservanti più sicuri e sono impiegati da oltre 50 anni proprio per l’assenza di tossicità, sia per uso orale che per iniezione (uso parenterale), e di qualsiasi effetto cancerogeno e mutageno.

Questo paradossalmente rappresenta l’unico “neo” alla loro sicurezza: poiché i parabeni sono tra i conservanti più sicuri, sono impiegati in un numero enorme di prodotti con i quali veniamo in contatto e questo ci espone ad un rischio maggiore di diventare ‘sensibili’. In altre parole un numero sempre crescente di persone sviluppa allergia o ipersensibilità ai parabeni.

Per questo motivo negli ultimi 4 anni BeC ha dedicato una notevole parte della propria ricerca all'eliminazione di TUTTI i conservanti dalle proprie formulazioni, anche di quelli innocui e sicuri come i parabeni. Allo stato attuale della ricerca è stato possibile eliminare i parabeni solo da alcuni prodotti BeC (IntE’, Shampoo&Doccia, Bagno Doccia, doucessE’, Lozione Ortodermica, Balsamo BeC), ma il numero di prodotti BeC “senza conservanti” è in continua crescita.

I cosmetici sono responsabili di allergie?

Secondo uno studio pubblicato dal North American Contact Dermatitis Group (NACDG) e dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, solo nel 5.4% dei casi sono i cosmetici i responsabili di dermatiti da contatto.

Nonostante il numero ridotto rispetto al totale, non si può in assoluto dire che i cosmetici siano esenti dal provocare allergie e questo perché non ci sono sostanze che sono sicuramente non allergeniche (allergenico = in grado di provocare allergie) per tutti i soggetti. Le reazioni allergiche sono infatti eventi individuali e difficilmente prevedibili: per arrivare ad una garanzia assoluta sarebbe necessario testare ogni cosmetico singolarmente su tutti i suoi utenti!

Ovviamente questo non è possibile. Ciò che è possibile fare per tutelare il cliente e fornirgli un prodotto sicuro è testare la compatibilità cutanea dei prodotti su un numero rilevante di individui sani, in modo da escludere che il prodotto sia dannoso o irritante per la maggior parte degli utenti nelle normali condizioni d'uso.

Per garantire una maggiore sicurezza, tali test possono venire eseguiti in modo drastico, cioè ricorrendo a condizioni di esposizione al prodotto molto più massicce di quelle che il consumatore potrà mai raggiungere.

Un modo, utilizzato da BeC, per ottenere questo è il cosiddetto "Patch Test", nel quale il prodotto viene applicato (nella schiena o nell'avambraccio) e occluso (sigillato) sulla pelle tramite capsula di alluminio incollata alla pelle per mezzo di un cerotto resistente all'acqua. In questo modo il prodotto viene mantenuto a contatto forzato con la pelle per un lungo periodo - solitamente 48 ore - al termine del quale il cerotto viene rimosso e vengono effettuate valutazioni sia visive che strumentali per assicurare la completa compatibilità cutanea del prodotto.

Per BeC il patch test è però solo l'ultimo atto dedicato alla produzione di un prodotto sicuro; infatti la sicurezza comincia ad essere costruita al momento della formulazione e della scelta delle materie prime!

Come è cambiata l'etichettatura dei prodotti cosmetici?

Dal 1997 i cosmetici immessi sul mercato all’interno dell’Unione Europea devono riportare in etichetta l’elenco degli ingredienti secondo il sistema INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredient): in questo modo i consumatori ricevono informazioni uniformi sugli ingredienti contenuti nei cosmetici.

Con la VII modifica alla Direttiva cosmetici (Direttiva 2003/15/CE) è stato introdotto l’obbligo a partire dall’11 marzo 2005 di indicare in etichetta, all’interno dell’elenco degli ingredienti, la presenza di una o più di 26 sostanze individuate dall’SCCP (Comitato Scientifico per i prodotti destinati ai consumatori dell’Unione Europea). Queste sostanze, sintetiche o naturali, sono presenti soprattutto nei profumi, ma anche negli oli essenziali che sono utilizzati nei prodotti cosmetici.

In generale le sostanze utilizzate nei cosmetici e nei profumi, comprese le 26 sostanze, sono considerate sicure in base a test che escludono la possibilità di reazioni indesiderate nella maggior parte dei consumatori, ma poiché la reazione allergica è un evento individuale queste nuove disposizioni di etichettatura vogliono essere un ulteriore aiuto per gli individui allergici, per compiere la scelta più consapevole.

Una dieta equilibrata è sufficiente?

La dieta è fondamentale per mantenere un buono stato di salute e per essere equilibrata deve contenere sia i componenti principali (detti anche macronutrienti) come proteine, carboidrati e grassi (o lipidi) sia i micronutrienti, come le vitamine e i sali minerali, necessari in quantità molto piccole, ma comunque indispensabile per il benessere del nostro organismo.

Tuttavia anche un dieta varia e ben bilanciata può contenere una quantità insufficiente di micronutrienti questo perché la conservazione dei cibi, l’esposizione a fattori ambientali come luce e aria, la cottura prolungata, ecc… portano a riduzioni del loro contenuto nei cibi.

I fabbisogni medi di vitamine e sali minerali sono stabiliti dagli organi di nutrizione ufficiali dei singoli paesi e da quelli internazionali, ma in genere il particolare stile di vita di ogni singolo individuo può richiedere apporti nutrizionali diversi dalla media: lo stress, il fumo, l’abuso di alcool, ad esempio, portano ad una maggiore necessità di micronutrienti da parte del nostro organismo e per questo può essere indispensabile l’integrazione della dieta con prodotti a base di vitamine e sali minerali capaci di integrare eventuali carenze nutrizionali.

Cosa sono gli estratti secchi?

Gli estratti secchi sono materie prime che si ottengono per estrazione dalle parti della pianta (dette droghe) in cui sono contenuti i principi attivi e rappresentano la forma più efficace e sicura per fruire delle loro proprietà.

La droga assunta tal quale o in forma di infusi non rappresenta per il consumatore una sufficiente garanzia di qualità e sicurezza, perché non si conosce il reale contenuto in principi attivi né da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Per questo motivo nella formulazione dei suoi prodotti la BeC impiega estratti secchi titolati, cioè con una quantità dichiarata e garantita di un principio attivo o di un gruppo di principi attivi con struttura ed attività simili; tale estratti vengono riportati sull’etichetta degli integratori insieme al titolo dichiarato.

Quando la disponibilità di mercato non lo permette vengono impiegati estratti per i quali è riportato il rapporto “estratto/droga (E/D)”. Tale rapporto rappresenta i Kg di pianta (o parte di pianta) impiegati per ottenere 1 Kg di estratto secco: ad esempio, se è indicato un rapporto estratto/droga di 1/4 si intende che per ottenere 1 Kg di estratto si utilizzano 4 Kg di pianta (droga).

In entrambi i casi (estratti titolati o indicanti il rapporto E/D) si ha la certezza di una materia prima ottenuta con un metodo preparativo riproducibile e sempre uguale, cioè standardizzato; inoltre l’utilizzo di estratti è sicuramente garanzia di controlli analitici e microbiologici sulla materia prima, minore variabilità di composizione ed è comunque un modo per avere un contenuto di principio attivo molto più alto di quello presente nella pianta di partenza.

Cos'è il PaO (Period after Opening)?

La VII modifica alla Direttiva 76/768/CEE ha introdotto l’obbligo di indicare in etichetta il cosiddetto PaO (Period after Opening - Periodo post Apertura), allo scopo di migliorare le informazioni fornite ai consumatori.

In particolare sui prodotti cosmetici (sia nel confezionamento primario che nel secondario) è riportato il seguente simbolo:
simbolo grafico indicante i mesi in cui il prodotto non perda la sua efficacia dopo l'apertura della confezione

Questo significa che il prodotto manterrà inalterate le sue caratteristiche funzionali e la sua sicurezza per il periodo (in mesi) corrispondente al numero riportato, che nell’esempio è di 36 mesi. Tale durata (36 mesi nell’esempio) non si riferisce quindi alla scadenza del prodotto, ma al periodo di tempo massimo che può trascorrere dalla prima apertura del prodotto.

Cos’è il marchio Qualità Vegetariana®?

Qualità Vegetariana® è un marchio creato da un gruppo di professionisti, con lo scopo di dare a chi sceglie il vegetarismo come scelta di vita, una qualità riconosciuta e garantita, da chi lotta e può donare il suo contributo di 30 anni di esperienza nel settore. Il marchio Qualità Vegetariana® intende essere un sinonimo di professionalità e impegno.

Ad ottenerlo saranno tutti quei professionisti ed aziende consapevoli ed etiche che si identificano con gli obiettivi del marchio, garantendo tutti i parametri di rispetto e difesa del mondo animale. Al fine di favorire la riconoscibilità e l’identificazione del prodotto Vegetariano o Vegano da parte dei consumatori, viene definito “Vegetariano” quel prodotto che esclude in ogni fase della propria realizzazione l’impiego di prodotti di derivazione animale ottenuti con l'uccisione, il maltrattamento e/o lo sfruttamento intensivo di animali.

Per filosofia del marchio non sono ammessi i prodotti OGM. Per saperne di più, visitate il sito di Qualità Vegetariana®

Cos'è la certificazione FSC®?

La certificazione FSC,Forest Stewardship Council , è il principale meccanismo di garanzia sull’origine del legno o della carta. Si tratta di un sistema di certificazione internazionale che garantisce che la materia prima usata per realizzare un prodotto in legno o carta proviene da foreste gestite in modo responsabile, dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

L'ingrediente indicato con il nome Pelargonium Graveolens oppure Geranium Oil è considerato doping dal 2013 nel circuito sportivo professionistico. Tale ingrediente è presente nei prodotti BeC?

La sostanza incriminata è in realtà la methyl hexaneamine (MHA), una sostanza SINTETICA ad azione anfetamino-simile che può aumentare la prestazione sportiva. Poichè tale sostanza può essere preparata dall’olio di geranio, alcuni produttori di integratori alimentari l’hanno recentemente indicata in etichetta come “Pelargonium oil” o “Geranium oil” o “Pelargonium graveolens”, creando confusione nel consumatore. Tale sostanza infatti NON è contenuta nell’olio di geranio naturale ed è di origine sintetica.

Vedi approfondimento.

Per quanto riguarda i prodotti BeC, possiamo rassicurare i nostri clienti sportivi. BeC utilizza nei suoi prodotti esclusivamente olio essenziale naturale 100% di Geranio bourbon (Pelargonium capitatum), la più pregiata varietà di geranio. I prodotti BeC, quindi, non contengono MHA e sono sottoposti a frequenti e rigidi controlli per garantire la genuinità e la purezza e sicurezza dei nostri ingredienti naturali.

I prodotti BeC hanno la scadenza?

La normativa cosmetica (Regolamento 1223/2009 del 30 novembre 2009) prevede che tutti i prodotti cosmetici debbano riportare sul recipiente (tubo, flacone, ecc…) e sull’imballaggio la data di scadenza solo quando la durata minima del prodotto è inferiore a 30 mesi.

Dalle analisi effettuate, è risultato che i prodotti BeC mantengono inalterate le loro caratteristiche per periodi superiori ai 30 mesi, quando conservati chiusi ed in corrette condizioni: per questo non è riportata la data di scadenza sulle confezioni. Sulle confezioni è riportato il PaO che indica il periodo, in mesi, per cui il prodotto manterrà le sue caratteristiche una volta aperto il contenitore e potrà essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore.

Perchè i cosmetici non possono essere 100% biologici?

Ottenere un prodotto cosmetico 100 % biologico è pressoché impossibile, se si escludono prodotti semplici, come oli e burri. Il motivo è da ricercare nell’origine stessa degli ingredienti. Consideriamo, ad esempio, il principale ingrediente di molte formulazioni: l’acqua. L’acqua è ovviamente l’ingrediente naturale per eccellenza, ma non è di origine agricola, quindi non può essere certificata biologica! Pertanto non entra nel computo della percentuale biologica del prodotto cosmetico finito.

Anche altri ingredienti, pur essendo naturali, non sono però coltivati, ma ricavati per estrazione meccanica dalla roccia (es. talco, argilla) oppure da raccolta spontanea (es. limo, alghe) che non è stata certificata da nessun ente; pertanto anch’essi non possono essere certificati biologici. Gli stessi emulsionanti, tensioattivi, umettanti (ingredienti tecnici che servono per fare le emulsioni o per renderle stabili) possono essere di derivazione naturale, eco-compatibili e biodegradabili, ma non possono essere biologici. Infatti per svolgere la propria funzione sono stati trasformati dall’uomo e non si possono ottenere direttamente da una pianta (coltivata con metodo biologico) solo attraverso processi fisici.

La maggior parte dei cosmetici biologici in commercio NON riportano la percentuale di biologico, ma solamente il logo “BIO”, tuttavia ciò non significa che tali prodotti siano biologici al 100%, anche se il consumatore è automaticamente indotto a crederlo.

Tutti i prodotti della linea Terra biocare riportano in etichetta la quantità d’ingredienti biologici, espressa come percentuale sul totale della formula. La possibilità di verificare sull’etichetta la reale percentuale di biologico è un valore aggiunto, un atto di assoluta trasparenza verso il consumatore, poiché permette a chi acquista di capire con certezza la composizione del cosmetico.

Quindi attenzione! Non si deve pensare che dove è indicata la percentuale di BIO questa sia inferiore ad un cosmetico che non la riporta. Di solito è vero esattamente il contrario! Infatti, nel rispetto del disciplinare Ecocert, tutti i prodotti della linea Terra biocare contengono come minimo il 95% di ingredienti biologici rispetto al totale dei prodotti di origine agricola presenti in formula, cioè rispetto al massimo contenuto biologico possibile.

Quale origine ha lo Squalene?

Gli ingredienti contenuti in un prodotto cosmetico devono essere riportati sulla confezione utilizzando la denominazione INCI(International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), che rappresenta uno standard internazionale, a tutela del consumatore.

Questo modello, utile per il cliente attento e consapevole, non permette di fornire tutte le informazioni e può lasciare delle incertezze sull’origine dei componenti, come può succedere nel caso dello Squalene. L’origine potrebbe sembrare chiara dal nome, ma in realtà il fegato dello squalo non è l’unica fonte! Anzi… Lo Squalene in Natura abbonda, si trova ad esempio nell’olio di arachidi e oliva, nella crusca e nel germe di grano.

L’oliva, in particolare, è la fonte più ricca: lo squalene costituisce la maggior parte del cosiddetto “insaponificabile di oliva” cioè quella parte dell’olio di oliva vergine che non è composta da trigliceridi e, pertanto, non può essere convertita in sapone… da cui il nome “insaponificabile”.

Tutti gli organismi superiori, comunque, producono Squalene, anche gli esseri umani: è un componente del film idrolipidico che protegge il derma, trattenendo la naturale umidità. Ha una struttura simile ad altri componenti come la Vitamina A, con la quale condivide l’attività antiossidante, capace di proteggere le strutture cutanee dallo ‘stress ossidativo’ e dall'azione dei raggi UV. Lo Squalene dei prodotti BeC è di origine vegetale al 100%, derivato esclusivamente da olio di oliva.