27.11.2020

-

La postura corretta e gli effetti dello smart working

Dott. Rossano Zangerolami, Osteopata

Chi avrebbe mai pensato che il 2020 ci avrebbe riservato una sfida così difficile! E’ un anno di sconvolgimenti sia a livello lavorativo sia sociale. Questa epidemia ha imposto il distanziamento sociale e conseguentemente è stato introdotto lo Smart Working in modo urgente e capillare. Lo Smart Working ha permesso a molti lavoratori di continuare la propria attività da casa, quindi è stata un’ottima opportunità di trovare una continuità lavorativa.

E’ arrivato però come uno tsunami, quindi improvvisamente, e senza avere il tempo opportuno per studiare e predisporre le nuove postazioni lavorative e l’ergonomia del mobilio domestico.

Smart Working significa ‘lavoro agile’, ma certamente non per la nostra schiena e l’aumento dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) durante questa pandemia, soprattutto a livello cervicale, ne è la dimostrazione.

Cervicalgia

È il dolore che avvertiamo al collo, lungo il tratto cervicale ed è uno dei dolori più diffusi soprattutto dai videoterminalisti. Conoscere il motivo che scatena il disturbo potrebbe aiutarci ad adottare dei comportamenti e movimenti per evitarlo e correggerlo.

L’origine dell’insorgenza del dolore è multifattoriale e determinato principalmente da due tipologie di fattori:

fisici: generati dal tempo prolungato trascorso in posizione/postura non adeguata, mancanza di adeguato esercizio fisico, movimenti ripetuti della mano.

psicosociali: generati da stress, quale il conflitto tra lavoro e vita privata, per problemi nella gestione familiare (soprattutto per chi ha responsabilità di assistenza di minori o persone anziane), ambiente di lavoro ostile e mansioni monotone.

Postura

Le posture scorrette rischiano di far emergere disturbi muscolari o articolari latenti o provocarne di nuovi a breve o lungo termine.

Il dolore cervicale in particolare è significativamente associato all’utilizzo del mouse per più di 2 ore, all’utilizzo del computer per più di 6 ore o a posizioni stressanti con l’aumento della flessione del collo/testa in avanti per più di un 1 ora senza regolari pause.

Purtroppo ci si ritrova a lavorare con notebook che ci costringono a guardare continuamente con il capo anteposto, con sedie prese dal tavolo da pranzo che non supportano la schiena, rimanendo spesso con la curvatura della colonna lombare invertita.

Questo problema non riguarda esclusivamente i lavoratori, ma include pure gli studenti! Molti di loro si ritrovano a seguire le lezioni dal tablet o peggio ancora dai cellulari, rimanendo per ore in posture errate che determinano un sovraccarico articolare e visivo.

Le tensioni, in particolare alla muscolatura del tratto cervicale, generano contratture che nel tempo creeranno dolori localizzati alla base dell’occipite, al muscolo trapezio o al sottoscapolare, dando luogo anche a episodi di cefalea tensiva importanti.

Rimedi

Lavorare in modalità Smart Working è possibile, ma per ridurre i rischi si consiglia di rinforzare i muscoli di collo e spalle con opportuni esercizi. Serve poi usare supporti da tavolo per i pc: il monitor va posizionato sempre all’altezza degli occhi.

Se usate un portatile utilizzate dei libri per alzarlo e una tastiera esterna per mantenere la corretta posizione dei gomiti. È importante, infatti, evitare di guardare in basso per non sforzare la cervicale. Indispensabile, poi, stare seduti con un supporto lombare. Usate una sedia ergonomica, se possibile, in modo tale da poter essere regolata in base alle caratteristiche del soggetto, in alcuni casi potrebbe essere utile l’uso di un cuscino gonfiabile. Anche il tempo di utilizzo andrebbe monitorato. E’ opportuno fare una pausa ogni 30 minuti per far riposare la colonna vertebrale e riattivare i muscoli.

Per riattivare questi ultimi vi basterà:

  • fare qualche passo
  • allungare la schiena
  • eseguire semplici circonduzioni delle spalle per allungare i muscoli del collo

Un consiglio fondamentale in questo periodo, dove anche le palestre sono chiuse, è quello di rimanere attivi ed evitare la sedentarietà, quindi, se possibile, fare jogging o esercizio aerobico, ma vanno benissimo anche delle semplici camminate per evitare la perdita del tono muscolare.

Trattamento Osteopatico

L’intervento di un Osteopata, basato su un’analisi posturale e un’anamnesi approfondita, è l’arma vincente per eliminare il dolore e riportare il corpo al suo originario equilibrio.

Procedendo con un trattamento personalizzato il professionista potrà, attraverso manipolazioni (articolari e/o viscerali), tecniche cranio-sacrali, stretching e rinforzi muscolari, eliminare l’origine dello scompenso corporeo.

Trattamento per la cervicalgia

1 – Per favorire il rilassamento dopo un’intensa giornata di lavoro, applica sulle tempie e sotto le narici poche gocce di Sinergia S.A. , una miscela balsamica di oli essenziali che aiuta le vie respiratorie e la ri-ossigenazione della pelle.

2- Effettua un massaggio, nella zona interessata, con poche gocce di Olio Strongful che agisce sulle rigidità muscolari ad azione decontratturante e defaticante

3- Successivamente applica il Balsamo BeC, una sapiente combinazione di oli essenziali con proprietà anti infiammatorie, tra cui Santoreggia e Wintergreen, e calmante, come Camomilla e Lavanda, che lo rendono in grado di contrastare efficacemente le irritazioni locali donando un immediato sollievo.
Puoi ripetere il trattamento due volte al giorno.

Ascolta il tuo corpo e prenditi sempre cura di te!

Acidi grassi (saturi, mono-insaturi e poli-insaturi)

Vengono comunemente chiamati acidi grassi gli acidi organici che si riscontrano nella composizione dei lipidi cioè negli oli e grassi animali e vegetali, sia in forma libera, che in forma di esteri con il glicerolo (es. nei trigliceridi) o con alcoli “grassi”, cioè alcoli a lunga catena, per formare le cere. Gli acidi grassi sono acidi carbossilici (formula R-COOH) che hanno una lunga catena carboniosa (R), a differenza dei comuni acidi organici come l’acido acetico e l’acido propionico che hanno in tutto 2 o 3 atomi di carbonio, rispettivamente. Gli acidi grassi si definiscono saturi se non hanno doppi legami carbonio-carbonio, (chiamati “insaturazioni”), si definiscono mono-insaturi se ne hanno solo uno, si definiscono poli-insaturi se hanno due o più doppi legami (vedi figura). La dicitura omega-3 (ω-3) o omega-6 (ω-3), si riferisce alla posizione del primo doppio legame a partire dal fondo della catena di atomi di carbonio: se il primo doppio legame si incontra dopo 3 atomi di carbonio l’acido grasso è classificato come, omega-3, se dopo sei atomi di carbonio omega-6, come mostrato nella figura. I più comuni acidi grassi saturi sono l’acido palmitico (16 atomi di carbonio e nessun doppio legame, C16:0) e l’acido stearico (18 atomi di carbonio, 18:0), il più comune mono-insaturo è l’acido oleico, tipico dell’olio di oliva (18 atomi di carbonio ed 1 doppio legame in posizione 9, C18:1; ω-9), mentre i più comuni poli-insaturi sono l’acido linoleico e l’acido linolenico, capostipiti rispettivamente degli omega-6 e omega-3 (si veda la figura.

Prostaglandine, Trombossani, e Leucotrieni

Prostaglandine, Trombossani, e Leucotrieni sono messaggeri chimici o mediatori, cioè molecole che portano a specifiche cellule un messaggio e attivano o disattivano delle risposte metaboliche in tali cellule. Hanno quindi una funzione simile agli ormoni, solo che, a differenza di quanto fanno gli ormoni, il messaggio chimico viene portato solo a breve distanza cioè solo alle cellule che si trovano nelle vicinanze del luogo dove i mediatori sono stati prodotti. Esistono diverse prostaglandine, diversi trombossani e diversi leucotrieni che portano specifici messaggi. In molti casi questi funzionano da mediatori del processo infiammatorio, quindi innescano tutti gli eventi che sono coinvolti nell’infiammazione:

  • vasodilatazione con conseguenza afflusso di sangue (rossore),
  • aumento della permeabilità capillare con conseguente essudazione di liquidi (gonfiore o edema)
  • stimolazione di segnali nervosi nocicettivi (dolore)
  • richiamo in loco di cellule del sistema immunitario che attacchino un eventuale invasore (azione chemiotattica)
  • attivazione della biosintesi di tessuto cicatriziale per rinforzare o riparare la parte colpita (anche se non ce n’è bisogno)
  • generazioni di radicali liberi che possono distruggere chimicamente un invasore (ma danneggiano anche i nostri tessuti, cioè “sparano nel mucchio”).

Le prostaglandine e i trombossani però svolgo anche ruoli fisiologici importanti in condizioni di normalità, cioè in assenza di infiammazione. Ad esempio, regolano la secrezione di muco che protegge le pareti dello stomaco, regolano la biosintesi delle cartilagini e del liquido sinoviale nelle articolazioni, regolano la vasodilatazione, quindi il corretto afflusso di sangue nei vari distretti locali ed altre.

Ciclossigenasi e Lipoossigenasi e il processo infiammatorio

La ciclossigenasi e la lipoossigenasi sono le due famiglie di enzimi che vengono comunemente coinvolte nel processo infiammatorio, attraverso un complesso di reazioni che viene chiamato cascata dell’acido arachidonico. Tale complesso di reazioni si sviluppa così: un primo enzima, una fosfolipasi scinde i fosfolipidi delle membrane biologiche liberando l’acido arachidonico, un acido grasso poli-insaturo con 20 atomi di carbonio (acido eicosa-5Z,8Z,11Z,14Z-tetraenoico; C20:4; -6). L’acido arachidonico viene poi trasformato da due vie enzimatiche parallele, cioè da due famiglie di enzimi: la cicloossigenasi che lo straforma in prostaglandine e in trombossanie e la lipoossigenasi che lo trasforma in idroperossidi che a loro volta si trasformano in leucotrieni.
Esistono due isoforme della ciclossigenasi indicate con tipo 1 e tipo 2, brevemente COX-1 e COX-2. La COX-1 è l’enzima presente nella maggior parte delle cellule (tranne i globuli rossi), ed è costitutivo, cioè è presente sempre. La COX-2 è una isoforma inducibile di cicloossigenasi: è presente in modo costitutivo in alcuni organi come cervello, fegato, rene, stomaco, cuore e sistema vascolare, mentre può essere indotto (cioè sviluppato all’occorrenza) in seguito a stimoli infiammatori sulla pelle, i globuli bianchi e i muscoli.
Esistono vari tipi di lipoossigenasi che portano a prodotti diversi, la più importante nel processo infiammatorio è la 5-lipoossigenasi, 5-LOX.

Trigliceridi

I trigliceridi sono i principali componenti della maggior parte degli oli e grassi. Si tratta di molecole pesanti, non volatili e poco polari, insolubili in acqua, composte dal glicerolo (o glicerina) esterificato con tre molecole di acidi grassi: quindi è un tri-estere della glicerina, da cui deriva il nome. Ciascun acido grasso contiene da 8 a 22 atomi di carbonio (comunemente da 16 a 18) e può essere saturo, mono-insaturo o poli-insaturo. La dimensione degli acidi grassi e la loro saturazione determina le proprietà fisiche e sensoriali dei trigliceridi, che possono apparire come oli (liquidi a temperatura ambiente) o grassi (solidi o semisolidi) e possono avere maggiore o minore untuosità e scorrevolezza sulla pelle. I trigliceridi insaturi o con acidi grassi più corti sono più fluidi ed hanno maggiore scorrevolezza.

Terpeni e terpenoidi

I terpeni o terpenoidi sono una grande famiglia molecole naturali, tipicamente contenenti da 10 a 30 atomi di carbonio, che vengono biosintetizzate a partire da un “mattone” comune, l’isopentenil pirofosfato (IPP), contente 5 atomi di carbonio (vedi figura). La scoperta che il mattone ripetitivo consta di 5 atomi di carbonio è relativamente recente, mentre un tempo si era ipotizzato l’intera famiglia fosse creata con la ripetizione di un mattone di 10 atomi di carbonio, che fu chiamato “terpene”. Pertanto vennero chiamati mono-terpeni le molecole di 10 atomi di carbonio (come il limonene, vedi figura) cioè composte da un solo mattone, diterpeni quelle con 20 atomi di carbonio (es. il cafestolo che da’ l’aroma al caffè), triterpeni quelle con 30 atomi di carbonio (es. il beta-carotene). Poiché si trovarono anche molecole fatte da 15 atomi di carbonio (come il bisabololo) si pensò che contenessero un terpene e mezzo e vennero chiamate sesquiterpeni (dal latino semis = mezzo + atque = e). Oggi si sa che l’unità ripetitiva è composta da 5 atomi di carbonio, pertanto è facile capire come i mono-terpeni ne contengano due (vedi figura), i sesquiterpeni tre, i diterpeni quattro, i triterpeni sei.