Cellulite come agire | BeC

15.04.2016

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Cellulite, come agire?

Dott.ssa Oriana Chinni

La cellulite (o panniculopatia edemato-fibrosclerotica) non è un semplice inestetismo cutaneo, ma un complesso di alterazioni più o meno gravi del tessuto sottocutaneo, spesso affiancati da grasso localizzato e perdita di tonicità dei tessuti.

Da cosa dipende la cellulite?

Il sesso, l’etnia, l’eredità, gli squilibri ormonali, l’uso di farmaci, la sedentarietà, il regime alimentare, lo spessore della pelle, la quantità e la distribuzione del grasso corporeo, possono influenzare la misura in cui la cellulite è presente o visibile. 

La cellulite è un processo molto complesso che non si riduce alla semplice comparsa della cosiddetta pelle a buccia d’arancia, ma alle spalle cela un concatenarsi di eventi che è fondamentale non sottovalutare. 

Le cellule adipose o adipociti vanno incontro a un aumento di volume con conseguente compressione dei vasi sanguigni circostanti e un rallentamento del circolo sanguigno. Ciò innesca l’insorgenza di uno stato infiammatorio tale da causare diminuzione dell’apporto di ossigeno e di sostanze nutritive ai tessuti limitrofi, con conseguente incremento del ristagno dei liquidi. La temperatura locale si abbassa, si formano ammassi duri e la pelle assume il suo aspetto caratteristico a buccia d’arancia.

Come combattere la cellulite?

Un cosmetico d’avanguardia contro gli inestetismi della cellulite deve contenere attivi che permettano di agire su tutti questi fronti, in modo da combattere simultaneamente le problematiche proposte, da attivi drenanti, a quelli tonificanti, elasticizzanti, vasotonici e lipolitici.

Da questo problema, i laboratori BeC hanno sempre riposto con la ricerca di prodotti che vestano a pieno le esigenze dei propri clienti. Nasce così SiluÈ, la nuova formulazione contro gli inestetismi cutanei della cellulite.
Si tratta di una crema corpo ricca di ingredienti naturali che può essere applicata sia di giorno che di notte, ha un’elevata scorrevolezza, un ottimo assorbimento, texture setosa ottenuta senza l’uso di siliconi. La pelle appare più bella e più idratata sin dalle prime applicazioni, tutto questo grazie alla presenza di un pool di attivi innovativi e di grande efficacia, ma guardiamoli un po’ più nel dettaglio.

Grazie agli estratti di alga Fucus vesiculosus [1], ricca di iodio, e all’estratto di Pao Rosa, ricco di pterocarpani, la SiluÈ stimola la lipolisi e il locale metabolismo lipidico. All’effetto lipolitico contribuiscono anche le metilxantine, come la teofillina e la caffeina [2] usate sotto forma di complesso sinergico, capaci di attivare il metabolismo degli adipociti con conseguente metabolizzazione dei lipidi di riserva.

L’estratto di Pao Rosa del Madagascar, 100% naturale, approvato anche dagli enti certificatori biologici, apporta una miriadi di benefici svolgendo più funzioni: rallenta l’adipogenesi, processo che porta alla la formazione di nuove cellule adipose; inibisce la lipogenesi, ovvero l’incorporazione dei lipidi all’interno degli adipociti. Iinoltre aumenta l’effetto lipolitico della caffeina già presente in formula. Questa sinergia di meccanismi permette di avere esiti positivi non solo nei primi stadi della cellulite ma anche in quelli più avanzati.

L’azione drenante antiedema è data da un mix di oli essenziali tra cui Carvi, Ginepro, Finocchio, Limone, Lavanda, Timo, Rosmarino e Chiodi di Garofano che riducono l’edema assicurando un’azione anti-infiammatoria locale. 

Tale attività è supportata anche dalle proprietà degli estratti di Centella asiatica, ricca di triterpeni, e di Fieno Greco, ricco di polifenoli, che oltre ad avere un’azione drenante svolgono anche un’azione vaso-protettrice. Quest’ultima proprietà è resa possibile anche dall’Escina, una saponina triterpenica estratta dall’Ippocastano e dagli oli essenziali di Timo, Menta e Rosmarino che rendono più omogenea la perfusione sanguigna favorendo la rimozione di tossine

Oltre agli attivi lipolitici, drenanti e vasotonici, SiluEcontiene anche principi attivi che migliorano l’elasticità cutanea come la vitamina E, Olio di mandorle dolci, Olio di Jojoba e Insaponificabile di Olivo, e attivi che apportano un miglioramento dell’idratazione cutanea del 46% dopo solo un mese di trattamento, come acido ialuronico, saccaride isomerato e propandiolo. L’azione migliorativa complessiva, dovuta alla buona diffusione degli attivi, attraverso lo strato corneo, è anche resa possibile da un meccanismo di esfoliazione indiretto, di tipo enzimatico, non irritativo, che accelera il turn-over cellulare, dato da un estere lipofilo vegetale derivato dal Salice e dal Cumino, che contribuisce anche a rendere la pelle eccezionalmente liscia e setosa.

La cellulite non compare in un giorno e non si elimina in due settimane, quindi non siamo qui a proporvi miracoli ma dati scientifici, ottenuti dai nostri laboratori di ricerca BeC e dalle prove di efficacia fatte su volontari. Il nostro obiettivo è quello di garantire l’effetto… e credeteci l’effetto c’è e si vede! 

Impariamo a gestire appieno la salute della nostra pelle perché da ciò ne dipenderà la vera bellezza!

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Approfondimenti

[1] Hexsel D, Orlandi C, Zechmeister do Prado D. Botanical extracts used in the treatment of cellulite. Dermatol Surg. 2005 Jul;31(7 Pt 2):866-72; discussion 872.
[2] Herman A, Herman AP. Caffeine’s mechanisms of action and its cosmetic use. Skin Pharmacol Physiol. 2013;26(1):8-14.

Acidi grassi (saturi, mono-insaturi e poli-insaturi)

Vengono comunemente chiamati acidi grassi gli acidi organici che si riscontrano nella composizione dei lipidi cioè negli oli e grassi animali e vegetali, sia in forma libera, che in forma di esteri con il glicerolo (es. nei trigliceridi) o con alcoli “grassi”, cioè alcoli a lunga catena, per formare le cere. Gli acidi grassi sono acidi carbossilici (formula R-COOH) che hanno una lunga catena carboniosa (R), a differenza dei comuni acidi organici come l’acido acetico e l’acido propionico che hanno in tutto 2 o 3 atomi di carbonio, rispettivamente. Gli acidi grassi si definiscono saturi se non hanno doppi legami carbonio-carbonio, (chiamati “insaturazioni”), si definiscono mono-insaturi se ne hanno solo uno, si definiscono poli-insaturi se hanno due o più doppi legami (vedi figura). La dicitura omega-3 (ω-3) o omega-6 (ω-3), si riferisce alla posizione del primo doppio legame a partire dal fondo della catena di atomi di carbonio: se il primo doppio legame si incontra dopo 3 atomi di carbonio l’acido grasso è classificato come, omega-3, se dopo sei atomi di carbonio omega-6, come mostrato nella figura. I più comuni acidi grassi saturi sono l’acido palmitico (16 atomi di carbonio e nessun doppio legame, C16:0) e l’acido stearico (18 atomi di carbonio, 18:0), il più comune mono-insaturo è l’acido oleico, tipico dell’olio di oliva (18 atomi di carbonio ed 1 doppio legame in posizione 9, C18:1; ω-9), mentre i più comuni poli-insaturi sono l’acido linoleico e l’acido linolenico, capostipiti rispettivamente degli omega-6 e omega-3 (si veda la figura.

Prostaglandine, Trombossani, e Leucotrieni

Prostaglandine, Trombossani, e Leucotrieni sono messaggeri chimici o mediatori, cioè molecole che portano a specifiche cellule un messaggio e attivano o disattivano delle risposte metaboliche in tali cellule. Hanno quindi una funzione simile agli ormoni, solo che, a differenza di quanto fanno gli ormoni, il messaggio chimico viene portato solo a breve distanza cioè solo alle cellule che si trovano nelle vicinanze del luogo dove i mediatori sono stati prodotti. Esistono diverse prostaglandine, diversi trombossani e diversi leucotrieni che portano specifici messaggi. In molti casi questi funzionano da mediatori del processo infiammatorio, quindi innescano tutti gli eventi che sono coinvolti nell’infiammazione:

  • vasodilatazione con conseguenza afflusso di sangue (rossore),
  • aumento della permeabilità capillare con conseguente essudazione di liquidi (gonfiore o edema)
  • stimolazione di segnali nervosi nocicettivi (dolore)
  • richiamo in loco di cellule del sistema immunitario che attacchino un eventuale invasore (azione chemiotattica)
  • attivazione della biosintesi di tessuto cicatriziale per rinforzare o riparare la parte colpita (anche se non ce n’è bisogno)
  • generazioni di radicali liberi che possono distruggere chimicamente un invasore (ma danneggiano anche i nostri tessuti, cioè “sparano nel mucchio”).

Le prostaglandine e i trombossani però svolgo anche ruoli fisiologici importanti in condizioni di normalità, cioè in assenza di infiammazione. Ad esempio, regolano la secrezione di muco che protegge le pareti dello stomaco, regolano la biosintesi delle cartilagini e del liquido sinoviale nelle articolazioni, regolano la vasodilatazione, quindi il corretto afflusso di sangue nei vari distretti locali ed altre.

Ciclossigenasi e Lipoossigenasi e il processo infiammatorio

La ciclossigenasi e la lipoossigenasi sono le due famiglie di enzimi che vengono comunemente coinvolte nel processo infiammatorio, attraverso un complesso di reazioni che viene chiamato cascata dell’acido arachidonico. Tale complesso di reazioni si sviluppa così: un primo enzima, una fosfolipasi scinde i fosfolipidi delle membrane biologiche liberando l’acido arachidonico, un acido grasso poli-insaturo con 20 atomi di carbonio (acido eicosa-5Z,8Z,11Z,14Z-tetraenoico; C20:4; -6). L’acido arachidonico viene poi trasformato da due vie enzimatiche parallele, cioè da due famiglie di enzimi: la cicloossigenasi che lo straforma in prostaglandine e in trombossanie e la lipoossigenasi che lo trasforma in idroperossidi che a loro volta si trasformano in leucotrieni.
Esistono due isoforme della ciclossigenasi indicate con tipo 1 e tipo 2, brevemente COX-1 e COX-2. La COX-1 è l’enzima presente nella maggior parte delle cellule (tranne i globuli rossi), ed è costitutivo, cioè è presente sempre. La COX-2 è una isoforma inducibile di cicloossigenasi: è presente in modo costitutivo in alcuni organi come cervello, fegato, rene, stomaco, cuore e sistema vascolare, mentre può essere indotto (cioè sviluppato all’occorrenza) in seguito a stimoli infiammatori sulla pelle, i globuli bianchi e i muscoli.
Esistono vari tipi di lipoossigenasi che portano a prodotti diversi, la più importante nel processo infiammatorio è la 5-lipoossigenasi, 5-LOX.

Trigliceridi

I trigliceridi sono i principali componenti della maggior parte degli oli e grassi. Si tratta di molecole pesanti, non volatili e poco polari, insolubili in acqua, composte dal glicerolo (o glicerina) esterificato con tre molecole di acidi grassi: quindi è un tri-estere della glicerina, da cui deriva il nome. Ciascun acido grasso contiene da 8 a 22 atomi di carbonio (comunemente da 16 a 18) e può essere saturo, mono-insaturo o poli-insaturo. La dimensione degli acidi grassi e la loro saturazione determina le proprietà fisiche e sensoriali dei trigliceridi, che possono apparire come oli (liquidi a temperatura ambiente) o grassi (solidi o semisolidi) e possono avere maggiore o minore untuosità e scorrevolezza sulla pelle. I trigliceridi insaturi o con acidi grassi più corti sono più fluidi ed hanno maggiore scorrevolezza.

Terpeni e terpenoidi

I terpeni o terpenoidi sono una grande famiglia molecole naturali, tipicamente contenenti da 10 a 30 atomi di carbonio, che vengono biosintetizzate a partire da un “mattone” comune, l’isopentenil pirofosfato (IPP), contente 5 atomi di carbonio (vedi figura). La scoperta che il mattone ripetitivo consta di 5 atomi di carbonio è relativamente recente, mentre un tempo si era ipotizzato l’intera famiglia fosse creata con la ripetizione di un mattone di 10 atomi di carbonio, che fu chiamato “terpene”. Pertanto vennero chiamati mono-terpeni le molecole di 10 atomi di carbonio (come il limonene, vedi figura) cioè composte da un solo mattone, diterpeni quelle con 20 atomi di carbonio (es. il cafestolo che da’ l’aroma al caffè), triterpeni quelle con 30 atomi di carbonio (es. il beta-carotene). Poiché si trovarono anche molecole fatte da 15 atomi di carbonio (come il bisabololo) si pensò che contenessero un terpene e mezzo e vennero chiamate sesquiterpeni (dal latino semis = mezzo + atque = e). Oggi si sa che l’unità ripetitiva è composta da 5 atomi di carbonio, pertanto è facile capire come i mono-terpeni ne contengano due (vedi figura), i sesquiterpeni tre, i diterpeni quattro, i triterpeni sei.